Spirito e rinascita

Giardini
di Euridice

Dove il confine tra ombra e luce si fa bellezza. In questi giardini Euridice rifiorisce: un varco poetico nel cuore della città che invita a respirare e a ritrovare la speranza nell’abbraccio della natura.

Un giardino è sempre un atto di fede: piantare oggi ciò che fiorirà domani. I Giardini di Euridice sono questo, e qualcosa in più — un luogo dove la città trattiene il respiro e ricomincia.

Il mito

Il canto
che attraversa l'Ade

Euridice, ninfa dei boschi, sposa di Orfeo, muore il giorno stesso delle nozze, morsa da un serpente nascosto tra l’erba. Orfeo, poeta e musico, non accetta la perdita: discende nell’Ade e con la sua lira incanta gli dèi degli inferi.

Persefone, commossa, concede a Euridice di tornare alla luce, a una sola condizione: Orfeo dovrà camminare davanti a lei senza voltarsi mai, fino al varco del mondo dei vivi. Il poeta cede alla paura un attimo prima della soglia. Si volta. E Euridice torna nell’ombra.

Da questo mito nasce un’immagine che attraversa i secoli: l’attimo in cui ombra e luce si toccano, in cui ciò che amiamo ci sfugge proprio mentre ci avvicina. È la soglia stessa della bellezza.

L'opera

Un varco di verde nel tessuto urbano

I Giardini di Euridice nascono come spazio pubblico aperto: un’area verde pensata per la sosta, l’incontro, la lentezza. Camminamenti morbidi, sedute integrate nel paesaggio, essenze mediterranee che cambiano con le stagioni.

La progettazione gioca sul contrasto tra zone d’ombra fitta — pergolati, alberature alte — e radure luminose, riprendendo il chiaroscuro del mito. Una geometria che invita a perdersi e a ritrovarsi.

Al centro, una fontana scolpita evoca l’acqua sotterranea che separa i mondi: non più confine, ma soglia accogliente.